Normativa25 settembre 2026·5 min di lettura

Parità tariffaria con Booking: cosa dice la legge italiana sul prezzo del tuo sito

Puoi vendere sul tuo sito a un prezzo più basso che su Booking.com? Cosa prevede la legge 124/2017, cosa è cambiato con il Digital Markets Act e come usare questa libertà senza danneggiarti.

Che cos'è la parità tariffaria

La parità tariffaria è l'impegno a non offrire la stessa camera a un prezzo più basso altrove. Nei contratti delle OTA ha avuto due forme:

  • ●Parità "ampia": il prezzo sul portale non può essere più alto di quello praticato su qualsiasi altro canale (altre OTA, sito, telefono)
  • ●Parità "ristretta": il prezzo sul portale non può essere più alto di quello sul sito della struttura, mentre sulle altre OTA sei libero

Per anni queste clausole hanno impedito agli albergatori di premiare con il prezzo chi prenota direttamente.

Cosa dice la legge italiana

Dal 2017 in Italia la questione è regolata per legge. L'art. 1, comma 166, della legge 124/2017 (legge annuale per il mercato e la concorrenza) stabilisce che è nullo ogni patto con cui una struttura ricettiva si impegna a non praticare alla clientela finale prezzi, termini e condizioni migliori di quelli praticati tramite intermediari. In pratica: nessuna clausola contrattuale può vietarti di vendere sul tuo sito, al telefono o allo sportello a un prezzo più basso che su Booking.com o Expedia.

A livello europeo, dal 2024 Booking è designato "gatekeeper" ai sensi del Digital Markets Act (Regolamento UE 2022/1925), che vieta al gatekeeper di impedire agli utenti commerciali di offrire gli stessi servizi a prezzi o condizioni diversi sui propri canali diretti o su altri intermediari.

Questa è una guida divulgativa: leggi sempre il contratto aggiornato con ciascuna OTA e, per dubbi su clausole specifiche, rivolgiti a un legale o alla tua associazione di categoria.

Libertà sì, ma con giudizio

Poter vendere più basso sul tuo sito non significa doverlo fare sempre e in modo vistoso. Alcune considerazioni pratiche:

  • ●I programmi delle OTA (visibilità, badge, posizionamento) hanno regole proprie e possono premiare le strutture con tariffe competitive sul portale: valuta se e quanto ti interessano
  • ●Una differenza di prezzo troppo evidente può spingere l'ospite a cercarti fuori dal portale dopo averti trovato lì, e le OTA monitorano i prezzi del mercato
  • ●Il valore aggiunto (late check-out, cancellazione più flessibile, colazione inclusa, upgrade) è spesso più efficace dello sconto puro, e non riduce il tuo ADR

Quanto vale la differenza

Il margine per offrire condizioni migliori sul sito viene dalla commissione che non paghi. Con il calcolatore delle commissioni OTA vedi quanto ti resta da una prenotazione su ciascun canale: la differenza tra il netto OTA e il netto diretto è lo spazio che hai per premiare chi prenota da te, restando comunque in vantaggio.

Per le strategie sul canale diretto, vedi la guida per aumentare le prenotazioni dirette e l'analisi di quanto costano davvero le commissioni di Booking.

Riepilogo pratico

  1. In Italia le clausole che ti vietano prezzi migliori sui tuoi canali sono nulle dal 2017 (L. 124/2017, art. 1, comma 166)
  2. Il Digital Markets Act vieta le clausole di parità anche a livello europeo per Booking, in quanto gatekeeper
  3. Puoi vendere più basso sul sito, ma valuta l'effetto sui programmi di visibilità delle OTA
  4. Il valore aggiunto spesso funziona meglio dello sconto
  5. Calcola il margine a disposizione partendo dalla commissione che risparmi

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